Usi e costumi “ecologici” di una volta

 

 

Oggi si parla tanto di biologico, di rispetto dell’ambiente per la tutela del patrimonio, si organizzano meeting, conferenze, s’incaricano studiosi al fine di elaborare progetti  che rispondano ai requisiti di rispetto dell’ecosistema dell’ambiente. In qualche caso basterebbe sfogliare le pagine della memoria storica per trovare indicazioni su usi e costumi “ecologici” dei nostri antenati.
Riferiamoci a qualcosa che tocca il quotidiano di tutti noi. Oggi siamo abituati a comprare detersivi su detersivi per i piatti, per i pavimenti, per il bucato etc.; pensiamo di non poterne fare a meno, ma una volta non si puliva ugualmente anche senza questi detersivi che inquinano? Per esempio, si potrebbero  intervistare  le nostre nonne sulle tecniche utilizzate per lavare i panni e i piatti. Esse hanno ancora tanto da insegnarci anche in questo campo. 

 

 

Lavaggio dei panni
Il grande bucato veniva generalmente fatto ogni quindici giorni. Il lavatoio di solito era in pietra e si trovava nel cortile sotto un grande arco in muratura per ripararsi in inverno.
Ricordo ancora una zia che quando doveva fare il bucato seguiva un vero e proprio rito perché preparava prima di tutto la lisciva. (La lisciva è basica perché a base di potassio e rende i panni bianchissimi). Sistemava  poi i panni nel lavatoio e vi poggiava sopra delle canne su cui veniva posto un telo di lino sul quale versava la lisciva e poi lasciava in ammollo tutta la mattinata. I panni venivano poi sbattuti sulla pietra dura e dopo risciacquati abbondantemente con acqua sorgiva portata con dei grandi secchi. Insomma era una gran fatica lavare i panni, l’unica soddisfazione era data dal fatto che il bucato era bianco… che più bianco non si può!

 

 

Vi do di seguito la ricetta per fare la lisciva:

 

• Setacciare della buona cenere di legna.
• Disporre la cenere in una grossa pentola (espressamente destinata a questo uso) e aggiungere acqua in rapporto di 1 misurino di cenere e 5 di acqua.
• Portare ad ebollizione a fuoco lento, mescolando di frequente
• Far bollire circa 1 ora e mezza. Non eccedere nella bollitura in quanto diverrebbe troppo forte ed aggressiva per la pelle e l’ambiente.
• Lasciare raffreddare e decantare. La parte solida si depositerà sul fondo, il liquido risulterà limpido e chiaro.
• Preparare un recipiente con qualche straccio di cotone pulito teso sopra. Versare la lisciva nel recipiente filtrandola e cercando di mantenere separate la parte solida dalla liquida. Se necessario ripetere l’operazione.
• Versare la parte liquida (lisciva) in bottiglie di plastica. Si conserva anche per anni.

La lisciva è utilizzabile sia per il bucato a mano sia per quello in lavatrice.

Le macchie ostinate possono essere pretrattate con sapone di marsiglia la sera prima e poi lavate col resto del bucato.

 

Lavaggio dei piatti
Il migliore, più naturale, ecologico, economico, pronto all’uso è l’acqua di cottura di spaghetti, riso e affini.
Scolato in una grande insalatiera, vi permette dopo pranzo di lavare le stoviglie senza rovinarvi le mani.