Giochi dei ragazzi di qualche anno fa…

 

Qualche anno fa senza computer, senza motorino, senza soldi in tasca ci si divertiva forse più di oggi e non c’erano problemi di solitudine, di depressione,etc.
La festa di paese era un momento di aggregazione sociale molto importante per adulti e piccini, era anche un’occasione di scambi d’idee dei contadini, di riflessioni comuni sull’andamento delle coltivazioni, sulla semina, sul raccolto, sulla presenza di parassiti sulle piante, etc. ma anche momenti di grande spensieratezza dove venivano messe in gioco le doti di agilità, forza e coraggio.
Tra le gare organizzate in occasione della festa vanno citate il palo di sapone, il tiro alla fune, la corsa coi sacchi.
Nel corso di tutto l’anno c’erano moltissimi altri giochi praticati dai ragazzi nella piazzetta del paese o lungo le stradine. Fra i tanti citiamo la Morra, il sottomuro,’o schiaffo, Cavallo Cavallo mantieneme 'ntuosto, pelliccione, lo strummolo.

 


- “la Morra” coinvolgeva due giocatori per volta appartenenti a due squadre contrapposte. Cominciavano i primi due giocatori della fila, pronunciando entrambi e contemporaneamente ad alta voce, un numero compreso tra 2 e 10 e mostrando intanto, con velocità, le dita di una mano. Dopo aver effettuato la somma delle dita vinceva chi riusciva a totalizzare il numero detto ad alta voce. Il vincitore continuava il gioco con il secondo giocatore fino ad esaurimento di tutti i giocatori di entrambe le squadre.

 

- “sottomuro” che ha origini molto antiche. Se ne conoscono le regole attraverso le descrizioni degli anziani. Si gioca a 2 o più persone che fanno battere, a turno, una moneta o un bottone contro il muro. L’oggetto deve ricadere il più possibile vicino ad esso; vince chi arriva sottomuro.

 

- 'o schiaffo Si giocava con le figurine dei giocatori che costituivano anche la posta in gioco e variava di numero in base alla bravura dei contendenti. Scopo del gioco era quello di capovolgere il maggior numero di figurine dando un forte schiaffo a terra al lato del mucchietto di giocatori. Si dava il tocco per decidere il turno di giocata e quindi ciascuno dei partecipanti al suo turno dava 'o pacchero e poi prendeva i giocatori finiti a faccia in giù.
Una volta deciso a chi toccasse dare il primo schiaffo, questi impilava i giocatori e li metteva a terra, faccia in alto, leggermente piegati nel centro. Trucchi vari venivano utilizzati per essere favoriti nel gioco, inoltre ognuno aveva una sua tecnica per la giusta posizione della mano e questa variava anche a seconda della quantità di figurine di giocatori da rovesciare. Si poggiava la mano piatta o con le dita un po’ aperte e si doveva saper regolare la potenza dello schiaffo per evitare chele figurine facessero un giro completo e ritornassero a faccia in su. C’erano comunque anche altri modi per giocare.Di solito si giocava su superfici abbastanza lisce e levigate come le soglie delle case o dei portoni, solitamente costituite da lastre di marmo o di arenaria.

 

- Cavallo Cavallo mantieneme 'ntuosto. Partecipavano più ragazzi, uno dei quali, a turno, si piegava in avanti e gli altri dovevano scavalcarlo appoggiandogli le mani sulla schiena. Oggi si utilizza un attrezzo e si eseguono dei volteggi su di esso.

 

 

- Pelliccione= gioco del Nascondino. Non si conosce esattamente il significato del vocabolo. A sorte si decideva chi dovesse andare sotto, tutti gli altri invece si sarebbero andati a nascondere e per farlo avevano un certo tempo a disposizione. Quello al quale toccava cercare doveva contare fino a dieci. Quando aveva finito, prima di poter cominciare a cercare, doveva dire ad alta voce: "chi a int' a int' e chi a fora a fora" per avvertire che stava per iniziare la caccia Scopo di chi stava sotto era quello di scoprire i nascondigli degli altri e poi arrivare prima di loro al muro appoggiato al quale aveva contato, battervi la mano contro e gridare "pelliccione!"iIl ragazzo che cercava, appena vedeva qualcuno, doveva gridare il nome del giocatore scoperto e indicare il luogo nel quale si era nascosto. Ciò era necessario per dare la possibilità a chi era stato scoperto di correre verso 'o pelliccione e tentare di raggiungerlo prima dell'altro. Proprio per questo motivo nella maggior parte dei casi chi cercava prima cominciava a correre e poi diceva il nome del ragazzo che aveva visto cercando di guadagnare terreno; e questa era una delle principali fonti di litigi. A questo punto, a seconda degli accordi presi all'inizio del gioco, si sarebbe proseguito in vari modi:

- si ritornava tutti, anche chi era stato già scoperto, al punto del pelliccione e si ricominciava il gioco daccapo;

- solo chi era stato visto aveva diritto di nascondersi di nuovo;

- tutti quelli che volevano potevano uscire per cambiare posto, ma per chi era già stato scoperto non cambiava niente.

Anche per chi si nascondeva c'erano degli obblighi ed uno di questi era proprio quello di gridare “pelliccione!” quando batteva con il palmo della mano sul muro destinato a questo scopo. Se chi cercava avesse battuto con la mano sul muro dopo un giocatore scoperto, ma prima che questi gridasse “pelliccione!”, valeva come se fosse arrivato lui per primo. A meno che l'ultimo ragazzo rimasto in gioco non fosse riuscito ad arrivare al pelliccione prima di chi cercava, gridando “pelliccione” e “salvatutti!”, il primo che era stato scoperto doveva andare sotto e quindi si ricominciava il gioco.

 

 

- Strummolo- E’ una trottolina di legno a forma di cono con il vertice costituito da una punta metallica infissa nel legno e con numerose scanalature incise su tutta la superficie in modo concentrico e parallelo rispetto al vertice, in dette scanalature viene avvolta strettamente una cordicella che ha lo scopo di imprimere un moto rotatorio allo strummolo. Una volta che detta corda sia stata velocemente srotolata e portata via dallo strummolo mediante uno strappo secco, in modo che la trottolina lanciata in terra prenda a girare vorticosamente su se stessa facendo perno sulla punta metallica: più abile è il giocatore e di miglior fattura è lo strummolo, tanto maggiore sarà la velocità della roteazione e la sua durata . Se invece lo strummolo è di scadente fabbricazione il suo prillare risulterà di breve o nulla durata: in tali casi si suole dire che lo strummolo è ballerino o tiriteppe, volendo (con l’onomatopea tiriteppe riportata talora, ma meno correttamente come tiriteppola) indicare appunto la non idoneità del giocattolino